La Presidenza del Consiglio dei Ministri convochera' un tavolo di lavoro con le imprese, le banche creditrici e i ministeri coinvolti per valutare le possibili soluzioni diplomatiche e finanziarie per le 90 imprese italiane che operavano in Libia prima della caduta del regime di Gheddafi e che vantano crediti insoluti per oltre 600 milioni di euro. A darne notizia e' Ettore Rosato (Pd), dopo che il governo ha accolto un ordine del giorno al decreto sulle commissioni bancarie. Rosato ha ricordato che 'le imprese italiane sono in attesa della liquidazione dei crediti maturati e che questo ritardo creditizio e' motivo di grande sofferenza e difficolta' per molte di queste aziende, spesso medie o piccole, che potrebbero trovarsi molto rapidamente sull'orlo del fallimento. Le banche italiane - prosegue - chiedono alle imprese la restituzione dei prestiti concessi per gli investimenti in Libia ma queste, in assenza dell'incasso dei crediti, sono impossibilitate a evadere la richiesta'.
Rosato esprime 'soddisfazione' per la volonta' del governo di convocare al piu' presto il tavolo 'per recuperare i crediti o, in alternativa, ottenere una forma di garanzia bancaria pubblica su quei crediti vantati e accertati dalla controparte prima della caduta del regime di Gheddafi e non ancora incassati'