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Damiano/Pensioni: "Correggere norma o migliaia a rischio"

27 Gennaio 2012

Damiano

"Insistiamo circa la necessita' di cambiare la normativa sulle pensioni". Lo chiede Cesare Damiano, capogruppo Pd nella commissione Lavoro di Montecitorio, che spiega: "Il passaggio del milleproroghe al Senato e la trattativa del governo con le parti sociali rappresentano sicuramente un'ulteriore opportunita' per sciogliere i nodi ancora esistenti, nonostante i miglioramenti raggiunti alla Camera".
L'ex ministro, poi, prosegue: "La nostra insistenza non deriva da valutazioni astratte o di principio ma dalla consapevolezza che esistono numerose situazioni da risolvere che, altrimenti, rischierebbero di vedere migliaia di lavoratori senza pensione e senza lavoro, nonostante gli accordi raggiunti dalle aziende e dai sindacati nelle stesse sedi ministeriali. In particolare, vorremmo affrontare il tema degli accordi di mobilita', ponendo una domanda al governo: l'interpretazione rigorosa e letterale dell'attuale normativa, secondo la quale i lavoratori in mobilita' possono andare in pensione con le vecchie regole, purche' abbiano sottoscritto accordi prima del quattro dicembre 2011, consentira' ai dipendenti della Fiat di Termini Imerese, della Fincantieri, dell'Irisbus e di moltissime altre situazioni di poter accedere alla pensione?".
Ancora: "Questo problema noi lo abbiamo posto al governo che finora non ha voluto ascoltare le nostre ragioni. La realta', pero', va conosciuta e su di essa bisogna intervenire: o si da' un'interpretazione flessibile della normativa e degli accordi, oppure, come abbiamo piu' volte indicato con i nostri emendamenti, occorre spostare la data della validita' degli accordi stessi almeno dal 4 al 31 dicembre del 2011. Aspettiamo una tempestiva risposta dal governo: se abbiamo sbagliato, siamo pronti a ricrederci, ma se diciamo la verita' bisognera' che si prenda atto della necessita' di un intervento. Lo stesso discorso- conclude Damiano- vale anche per gli esodati, i sovrannumerari e i licenziamenti individuali. Su questi argomenti la battaglia del Partito democratico continuera'".


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