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Mirabelli: "Grazie al Pd niente piu' vitalizi ai consiglieri lombardi"

12 Gennaio 2012

 


FRANCO MIRABELLI (Consigliere Regionale Pd della Lombardia) ospite al programma tv Aria Pulita di 7 Gold - 11 gennaio 2012

"Noi del Partito Democratico abbiamo avanzato una proposta di legge che ha prodotto una legge che è stata votata dal Consiglio Regionale e che ha ottenuto che non ci saranno più l'indennità di fine rapporto per i consiglieri e più il vitalizio, mentre c'è il 10% di decurtazione dello stipendio, è triplicata la penalizzazione rispetto a prima per chi non partecipa ai lavori, viene tolto l'equivalente di 10 viaggi di andata e ritorno per Roma che erano in dotazione dei singoli consiglieri.
La situazione è, quindi, sicuramente migliorata rispetto a prima ed è comunque una legge che consentirà un risparmio di 5 milioni di euro all'anno ai cittadini lombardi.
Inoltre, abbiamo ottenuto che la commissione che si sta occupando di questa materia vada avanti a lavorare". Lo ha affermato il consigliere regionale Pd della Lombardia Franco Mirabelli, ospite della trasmissione Aria Pulita, parlando della riduzione dei costi del Consiglio Regionale.
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"Non esistono giustificazioni, la condanna deve essere assoluta; si può criticare tutto, si può anche criticare il modo in cui Equitalia lavora per riscuotere i crediti, dopo di che, chi cerca di giustificare quello che sta avvenendo fa un errore gravissimo.
La violenza è ingiustificabile, soprattutto perché colpisce persone inermi.
Sono attentati vigliacchi e pericolosi". Così Franco Mirabelli, consigliere regionale Pd della Lombardia ha commentato gli attentati ad Equitalia di questi giorni, nel corso della trasmissione tv Aria Pulita.
"È chiaro che siamo in una situazione in cui le tensioni sociali possono aumentare perché la crisi produce tassi di disoccupazione; in questi anni ha prodotto tassi di impoverimento di molte famiglie, le pensioni non crescono ormai da tempo, il potere di acquisto complessivo delle famiglie si è ridotto di molto ed è chiaro che ci sono persone che stanno vivendo una situazione drammatica.
Però questo non può giustificare in alcun modo atti di questo tipo che sono perpetrati, non certo da chi sta soffrendo, ma da chi sulla sofferenza degli altri vuole speculare." - ha concluso Mirabelli.
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"Il clima che si è creato in queste settimane sulla lotta all'evasione fiscale è positivo. Personalmente, ho trovato positivo il blitz a Cortina, la tracciabilità, la norma che toglie il segreto bancario sui conti correnti per fare le verifiche fiscali. Sta cambiando il clima nel Paese.
In due giorni il sottosegretario Malinconico, che comunque non era stato accusato di aver commesso alcun reato, si è dimesso. Si torna, quindi, all'idea che chi gestisce la cosa pubblica non deve avere nessuna ombra perché altrimenti se ne va. Non è un problema di garantismo o di non garantismo: dobbiamo dire ai cittadini che chi governa la cosa pubblica è assolutamente trasparente, lontano da ogni sospetto". Lo ha dichiarato il consigliere regionale Pd della Lombardia Franco Mirabelli durante la trasmissione televisiva Aria Pulita.

"Il problema è che non si fa nulla per quelle famiglie che oggi hanno la benzina che costa di più, il costo della vita aumentato, le pensioni rimaste uguali o al massimo vengono indicizzate di venti euro.
Noi avremmo fatto un'altra manovra, non avremmo fatto esattamente così la riforma delle pensioni; così come il Pdl avrebbe fatto un'altra manovra e non avrebbe sicuramente reintrodotto l'Ici.
Una manovra di questo tipo non poteva essere fatta solo da un governo di maggioranza ma poteva essere fatta solo da un governo in cui gran parte delle forze politiche all'interno del Parlamento mettevano da parte il proprio interesse per assumersi la responsabilità collettiva del Paese". Lo ha detto Franco Mirabelli, consigliere regionale Pd della Lombardia, nel corso di una trasmissione televisiva, rispondendo ad una domanda sul governo Monti.

"Il Presidente della Repubblica ha detto chiaramente che se si fosse andati avanti così, se si fosse andati in campagna elettorale, si rischiava il default.
Se il Paese va in default non sono i miliardari a pagare di più, ma sono ancora una volta i più deboli, i lavoratori.
Salvare il Paese vuol dire salvare queste famiglie. - ha proseguito Mirabelli - Anch'io avrei preferito una manovra che facesse pagare molto di più chi ha redditi sopra i 75 mila euro o sopra i 100 mila euro. Dopo di che, siccome è un governo con una coalizione ampia, in cui convivono forze e orientamenti diversi, questa è la manovra che si è potuta fare".

"Personalmente, penso che questa manovra sia pesantissima ma serviva a dare all'Europa la garanzia che si mettevano soldi veri e non ipotetici.
Intanto, grazie al nuovo governo, le aste dei titoli di Stato sono andate bene. Il ruolo dell'Itali in Europa oggi è un po' diverso perché non siamo più lì a farci dire cosa fare ma stiamo cominciando noi a dire delle cose, avendo adesso le carte in regola.
Gli italiani sanno cosa è stato fatto negli ultimi tre anni e quanto è aumentato il debito pubblico con il governo Berlusconi.
Adesso serve creare le condizioni perché si facciano cose giuste e utili per gli italiani.
Sembra che si stiano facendo alcuni ragionamenti sia sulle questioni del lavoro, sia sulle questioni dello sviluppo e dobbiamo misurarci su questo: sulle liberalizzazioni, sul contratto unico, sul salario di cittadinanza o il salario di disoccupazione... perché oggi siamo in una fase di emergenza in cui dobbiamo dare ai cittadini delle risposte".

Rispondendo ad una domanda sul tema della ripresa e del lavoro, Mirabelli ha affermato: "Il primo tema che Monti sta ponendo anche all'Europa è che bisogna allentare un po' le maglie per consentire investimenti e la ripresa dell'economica e dello sviluppo.
In Italia abbiamo uno strumento utile che è quello delle liberalizzazioni che da una parte può aprire nuove prospettive.
Il punto di partenza sono i carburanti: pare che si voglia fare un'operazione per consentire maggiore competitività e maggiore concorrenza sui carburanti per aiutare a superare i cartelli che oggi fissano i prezzi alti.
Poi gli ordini professionali perché dare ad un giovane la possibilità di entrare nel mondo dell'avvocatura o dei notai competendo sul piano delle tariffe (quindi togliendo le tariffe minime) o potendo farsi pubblicità (cosa che oggi non si può fare) è una cosa utile.
Poi ci vogliono investimenti sulle infrastrutture.
C'è anche un problema di riscrivere un sistema di protezione per i lavoratori che perdono il lavoro, perché con la crisi ci vorrà del tempo per creare dei nuovi posti di lavoro e, su questo tema, si è parlato di salario di disoccupazione collegato alla formazione.
C'è poi un problema di ripensare i contratti perché oggi il tema della precarietà è sempre più drammatico.
L'idea è quella di fare un contratto a tempo determinato per i primi tre anni, di apprendistato in cui si può licenziare, dopo di che si passerebbe al contratto a tempo indeterminato. Questa è una scelta che privilegia la stabilizzazione, dopo di che accanto a questo ci può essere il contratto di lavoro stagionale e altri contratti flessibili però non ci possono essere quaranta tipi di contratti precari.
Tutto questo si può fare senza aprire discussioni sull'articolo 18: a mio avviso, sarebbe sufficiente che i processi fossero più brevi, in modo che sia il lavoratore che l'imprenditore abbiano presto una risposta".

 

 

 

 


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