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Mirabelli: Antiriciclaggio cruciale per contrastare l'aggressione delle mafie all'economia legale

31 Marzo 2022

Intervento al convegno ôL'architettura dell'Ue contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo e il ruolo delle professioni legali".

Intervento del Sen. Franco Mirabelli (Capogruppo PD in Commissione Parlamentare Antimafia) al convegno “L'architettura dell'Ue contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo e il ruolo delle professioni legali" organizzato insieme a Federnotai e Confprofessioni

È un onore avere avuto la possibilità di ospitare questo convegno molto importante e anche tempestivo, in quanto si svolge in una fase storica in cui la riflessione sui temi del riciclaggio di denaro e del ruolo delle professioni legali è fondamentale.
Questo convegno mette in luce un tema che troppo spesso trascuriamo e lo dico in un contesto in cui ci sono persone che lo sanno benissimo perché hanno svolto ruoli come il Procuratore Antimafia: il punto è che le mafie e la criminalità organizzata si sono globalizzate, non hanno frontiere e confini e, soprattutto, la circolazione dei soldi è un elemento decisivo dell’attuale funzionamento della criminalità organizzata e, quindi, questa è la dimensione in cui la criminalità va contrastata.
Dobbiamo contrastare le mafie nel nostro Paese, in Europa e a livello in cui le mafie si muovono.
Secondariamente, è evidente che la criminalità organizzata in questi anni ha cambiato pelle e oggi si concentra soprattutto sull’aggressione all’economia legale e sulla penetrazione nell’economia legale. Non mi piace parlare di “infiltrazione” perché, secondo me, siamo di fronte a qualcosa di più: c’è il tentativo da parte delle mafie di introdurre dentro al mercato legale miliardi di proventi derivati da attività illecite.
Un altro punto per cui questo convegno è importante è quello di dire che l’aggressione all’economia legale comporta una bassa attenzione sociale, uno scarso allarme sociale ma ha una pericolosità molto grande.
Le nostre democrazie sono in pericolo se, nell’economia legale, una parte importante di soldi e investimenti sono in mano alla criminalità organizzata. È evidente, quindi, che c’è un problema democratico a cui non corrisponde un allarme sociale coerente con questo.
Per combattere tutto questo, penso che sia decisivo il lavoro che si sta facendo, anche per il controllo dei capitali.
A questo convegno ci sono grandi competenze.
Cecilia Guerra parlava del PNRR e oggi c’è un articolo anche su un quotidiano nazionale che mette in evidenza un punto su cui gli addetti ai lavori da tempo ci mettono in allarme: il PNRR, insieme alla crisi economica, può diventare una straordinaria opportunità per le mafie e, in particolare, per il riciclaggio, in quanto nel momento in cui c’è bisogno di denaro, chi ce l’ha può immetterlo più facilmente sul mercato. Nel momento in cui ci sono i grandi affari e i grandi investimenti del PNRR, dunque, c’è il rischio che le mafie se ne approprino, con strumenti, società fantasma, società coperte.
Questo richiama immediatamente il contesto in cui siamo per cui c’è solo un modo per evitare che tutto ciò avvenga ed è quello di controllare i finanziamenti, la provenienza dei soldi, chi li fa.
Questo è decisivo.
Con la dottoressa Robertelli abbiamo lavorato in quest’anno per evitarne molte di queste cose, in particolare contrastando l’idea secondo cui servono minori controlli perché abbiamo bisogno di più semplificazione e più velocità: questa è un’idea sbagliata, innanzitutto perché si può controllare senza allungare i tempi, secondariamente perché, se si accetta quell’idea, si aprono spazi enormi all’illegalità.
Servono, quindi strumenti, professionalità, banche dati anche non solo di livello nazionale che siano in grado di incrociare i dati tra loro; servono verifiche fatte da competenze e professionalità e ci deve essere la consapevolezza che il ruolo da svolgere non è burocratico ma è di aiuto a contrastare la criminalità organizzata.

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