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Berlinghieri: Energia, un tetto europeo ai prezzi

14 Marzo 2022

Intervento su Il Giornale di Brescia.

Articolo di Marina Berlinghieri sul Giornale di Brescia.

Nella comunicazione della Commissione Europea su Energia si propone il tetto sui prezzi che ogni Paese membro può adottare: una buona idea in linea generale ma problematica se attuata a livello Paese perché determina una situazione in cui ognuno fa per sé, con rischio di ulteriore frammentazione del mercato interno dell’energia. Di fatto chi può permetterselo fa prezzi più alti, prendendosi il gas con il rischio che chi fa prezzi più bassi non ne trovi.
In questo momento bisogna evitare frizioni tra Stati membri mettendo un tetto europeo. La stessa cosa vale per le materie prime: possiamo tutelare l’approvvigionamento di ciascuno stato, solo se la protezione avviene a livello europeo. L’Unione europea deve negoziare da sola un prezzo unico sul mercato e deve dotarsi di un unico sistema di protezione delle materie prime. Solo così può tutelare le economie dei singoli stati dal dumping interno ed esterno.
L’Ue deve agire in questo caso come per i vaccini: bisogna arrivare ad avere un prezzo fisso per tutti nel caso dell’energia e la possibilità di approvvigionamento per tutti nel caso delle materie prime (dal rottame, nichel, ghisa fino alle filiere agricole e alimentari, solo per citarne alcune). È però necessario porre adesso un tema rilevante, che nella comunicazione al momento manca: chi paga per tutto questo? Non si parla di fondo europeo, ma si dice che il Patto è sospeso e dunque si fa intendere che tutto passi ancora dai bilanci nazionali.
Ci sono dunque alcune cose che vanno decise adesso con coraggio:
- accelerazione su risorse proprie ed eurobond; - tetto dei prezzi europeo;
- fondo acquisti e negoziazioni comuni;
- aiuti di stato alle imprese strategiche;
- supporto alle rinnovabili e allo stoccaggio - in qualche caso si dovrebbe arrivare anche ad acquisti comuni.
La comunicazione della Commissione ci mette sulla buona strada, ma bisogna evitare che ogni Stato faccia da solo e soprattutto bisogna pensare subito a come affrontare con coraggio un’economia purtroppo di guerra. Dovremmo aver imparato che solo uniti e solo insieme possiamo affrontare le situazioni difficili. Questo era ed è il sogno europeo. Sappiamo che le difficoltà mettono in crisi i sogni di tutti e di ciascuno. Siamo però chiamati in questo momento a seguire con forza la luce che arriva dai quei valori e da quei sogni e che ci illumina il cammino. Dobbiamo sentire la responsabilità di non farci schiacciare dalla preoccupazione e dalla fatica con la consapevolezza che, se in questo momento sapremo stringerci attorno ai valori che fondano il nostro vivere insieme, potremo uscirne. Forse anche migliori.

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