Le parole pronunciate ieri dal Presidente Sergio Mattarella che a sorpresa ha deciso di presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura sono state di altissimo profilo istituzionale. Tre minuti che meritano ascolto, che rappresentato un forte richiamo al rispetto reciproco tra gli organi dello Stato e alla necessità, per tutte le forze politiche, di abbassare i toni. Al contrario, da settimane si assiste ad un’azione costante di delegittimazione della Magistratura soprattutto da parte del Governo e delle forze di maggioranza.
E anche ieri, a poche ore dall’intervento di Mattarella, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni decide di alzare ancora il livello dello scontro pubblicando l’ennesimo video sui social contro l’operato dei giudici: l’ennesimo attacco in presenza di sentenze non gradite al governo. Una reazione istituzionale sconcertante e grave. Il punto centrale resta chiaro: i giudici applicano le leggi, nessun potere, nemmeno quello esecutivo, può collocarsi al di sopra di esse. Mettere in discussione questo principio significa minare l’equilibrio democratico.
Ed è proprio sull’equilibrio tra i poteri dello Stato che si concentra la posta in gioco del prossimo Referendum, al quale noi voteremo convintamente NO!