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Nell’officina meccanica adibita a studio nel cuore del rione Esquilino, Dario Franceschini ha un bel da fare con la messa a punto della coalizione progressista: il motore funziona, è già avviato, ma non basta a far correre veloce una macchina che avrebbe bisogno di ammortizzatori più efficienti per girare al massimo e vincere la gara. Che, avverte l’ex ministro della Cultura, è più difficile del previsto: «Stiamo sottodimensionando il rischio che la destra resti al governo per altri cinque anni». Cosa intende, senatore? «Stiamo tutti dicendo che il vero pericolo è Vannacci, ma così normalizziamo Meloni, la facciamo sembrare una moderata, che è ben lontano da quel che lei è davvero». Dove vuole arrivare? «Se passa la nuova legge elettorale, anche con la limitata riduzione del premio, il centrodestra potrà eleggersi il presidente della Repubblica da solo. Poiché oltre ai parlamentari votano anche i delegati delle Regioni, avrebbero un margine di 44 grandi elettori sopra la soglia stabilita dal quarto scrutinio».
dall'intervista a Dario Franceschini su Repubblica - Leggi di più
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