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Lorenzin: Salvini no green pass, non affidiamogli miliardi per salute

21 Settembre 2022

"Matteo Salvini, in crisi verticale di consensi, proprio in queste ore ha gettato la maschera dichiarando di essere pentito del voto favorevole suo e della Lega sui green pass. Spera vanamente in questo modo di raccattare una manciata di voti no vax. Se metto questa sua affermazione accanto a quelle che a destra continuano a ripetere di voler modificare il Pnrr emerge chiaro il tentativo, in questa coda di pandemia, di far finire in un cono d'ombra il tema della salute dei cittadini e cosa questo comporta concretamente". E' quanto ha detto in un'intervista a Radio Immagina, la web radio dem, l'onorevole Beatrice Lorenzin candidata pd al senato nel collegio plurinominale veneto 2 come capolista e nel collegio Piemonte 1. Milano, 21 set. (LaPresse) - "Nel Pnrr, grazie anche al protagonismo del Pd e del ministro della Salute Roberto Speranza - ha proseguito Speranza - sono previsti investimenti per 16 miliardi nella 'missione salute' ai quali si aggiungono 2 miliardi e 400 milioni del 'Piano nazionale complementare'. Sono risorse destinate a costruire una riforma complessiva che abbia come pilastro la salute dei cittadini. A cominciare dalla territorializzazione con le case della comunità e gli ospedali di comunità fino alla digitalizzazione del servizio sanitario nazionale. Digitalizzazione che significa non venti sistemi sanitari regionali separati e non comunicanti tra di loro, ma possibilità di poter leggere le cartelle cliniche in ogni angolo d'Italia, poter costruire un sistema di interoperabilità con l'accesso ai dati per medici di base, ospedali, farmacie, aziende sanitarie. Lotta alle disuguaglianze significa anche elevare lo standard di qualità per uno dei beni più importanti: quello della salute dei cittadini. Su questo qui in veneto sento amministratori leghisti che già criticano le case della comunità, come se le liste d'attesa sempre più lunghe non siano un problema da nord a sud. Noi non molliamo e arriveremo a investire nella sanità, oltre alle risorse del pnrr, il 7 per cento del pil nazionale. Perché dobbiamo investire in formazione, già si registrano passi avanti: intanto sulla ridefinizione del numero programmato per l'accesso alle facoltà di medicina e sull'ampliamento del numero delle borse di specializzazione post lauream. E occorrono aumenti salariali a medici, infermieri, operatori del settore. E questo si fa non a parole ma ci vogliono aumenti, ci vuole per loro una migliore qualità della vita e una formazione professionale permanente. La riforma del contratto di settore era pronta. Al nuovo governo basterà fotocopiare quella riforma per renderla operativa. Meglio che a fotocopiare ci sia il Pd e il centrosinistra".


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