Registrati

Privacy

Informativa ai sensi dell'art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. La raccolta e il trattamento dei dati sono effettuati limitatamente ai fini connessi alla gestione operativa e amministrativa del servizio. I dati sono trattati con strumenti informatici e telematici e non saranno comunicati a terzi. Il titolare del trattamento è AreaDem.
* Acconsento al trattamento dei miei dati personali
Log in

 
Registrazione al sito - Login al sito

Sospendere brevetti sui vaccini anti Covid-19 - di Nicola Corea

07 Aprile 2021



Nella prima fase della campagna vaccinale contro il Covid-19, il 75% dei vaccini è stato somministrato in soli 10 paesi del mondo, mentre molti paesi non hanno ricevuto una sola dose. Per questo da più parti si suggerisce la sospensione dei brevetti e degli altri diritti di proprietà intellettuale sui vaccini. In questo modo, molte nazioni del mondo, con competenze e tecnologia per produrre localmente vaccini contro il Covid-19, potrebbero aumentare la produzione e rendere così più rapida la somministrazione.

Garantire l'accesso ai vaccini in tutto il mondo non è solo una questione di equità, ma anche di salute pubblica globale. Dopo un anno di pandemia e oltre due milioni e mezzo di morti, si continua ad ignorare che la sospensione dei monopoli possa contribuire a un più ampio accesso a cure, vaccini e test diagnostici. Superare temporaneamente i brevetti lascerebbe ai governi di tutti i paesi, compresa l’Italia, la possibilità di un più ampio accesso alle cure.

Gran parte dei paesi che si oppongono a questa soluzione, tra cui l’UE, Stati Uniti, Australia, Brasile, Canada, Giappone, Norvegia, Svizzera e Regno Unito, si sono assicurati la maggior parte dei vaccini disponibili, prenotando dosi per un numero superiore rispetto alla loro popolazione.

Anche l’Italia potrebbe trarre beneficio dalla sospensione dei brevetti, perchè potrebbe produrre vaccini contro il Covid-19 autorizzati dalle agenzie regolatorie anche nella prospettiva di ulteriori cicli di vaccinazione negli anni a venire. Senza considerare la possibilità di esportazione verso paesi senza alcuna capacità produttiva.

Con la diffusione di nuove e più contagiose varianti, l’accesso universale a vaccini e tecnologie è l’unica soluzione possibile per fermare la pandemia. Per questo è fondamentale più che mai garantire la distribuzione tempestiva di strumenti medici in quantità sufficienti, specialmente per gli operatori sanitari in prima linea. Se non aumenterà il numero di produttori globali, i paesi a basso e medio reddito rimarranno in una posizione svantaggiata, con gravi conseguenze sulla risposta globale alla pandemia.

Recentemente, 115 membri del Parlamento Europeo hanno sollecitato la Commissione Europea e il Consiglio Europeo a non opporsi alla sospensione dei brevetti.

Ad oggi oltre 234,1 milioni di dosi sono state somministrate in tutto il mondo pari a 3,1 dosi ogni 100 individui. Di queste il 75% sono concentrate in soli 10 paesi mentre la maggior parte dei paesi a medio e basso reddito sono rimasti sostanzialmente esclusi da questa prima fase della campagna vaccinale.

L’attuale pandemia ha evidenziato la centralità dell’intervento pubblico, coordinato anche a livello internazionale, nel campo della ricerca scientifica. Prodotti innovativi sono spesso il risultato di un impegno collettivo di enti pubblici, filantropici e privati che includono ricercatori, finanziatori, medici e pazienti, il cui risultato finale deve essere reso disponibile e accessibile a tutti quanti ne abbiano bisogno e per garantire la tutela della salute al di sopra di ogni protezione della proprietà intellettuale.


Commenta... oppure


torna su

Agenda

DoLuMaMeGiVeSa
1 2 3
4 5 6 789 10
1112131415 1617
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30

Rassegna stampa