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Prescrizione, Mirabelli: sospensione dopo condanna in primo e secondo grado

10 Febbraio 2020

Intervista al Sen. Mirabelli di Skytg24: Riforma della giustizia per processi rapidi




Guarda l'intervista

Sul come procedere in materia di Giustizia si sta valutando. Se è costituzionale inserire un emendamento all’interno del Decreto Milleproroghe lo faremo altrimenti cercheremo un’altra soluzione.
Nelle discussioni su questo tema, ci sono, però, dei dati di fatto che vengono rimossi: innanzitutto vorrei ricordare che il PD ha votato contro all’abolizione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, perché fa parte della Legge Bonafede-Bongiorno del precedente Governo, formato da M5S e Lega e quella legge oggi è in vigore.
Adesso abbiamo lavorato per cercare un compromesso per attenuare il testo di una legge che, in assenza di una riforma del processo penale, sospende sine die la prescrizione e abbiamo trovato una soluzione che è di compromesso ma, a mio avviso, è buona in quanto nella sostanza sostiene che la prescrizione viene sospesa solo se l’imputato viene condannato nel primo e nel secondo grado di giudizio.
È evidente che, comunque, il tema del giusto processo non si risolve con la prescrizione perché i processi che vanno in prescrizione sono un fallimento dello Stato e della Giustizia. È giusto che ci sia un termine ma allora il punto è come fare per arrivare a processi più rapidi e ad avere la garanzia che arrivino a sentenza.
Su questo anche Italia Viva in questi mesi ha lavorato con il resto della maggioranza.
Nei prossimi giorni, il Governo varerà una Legge Delega che presenterà in Parlamento che servirà per velocizzare i processi, a partire dalla fase delle indagini preliminari fino a tutte le fasi successive per garantire una giustizia giusta ma anche di avere tempi certi.

Smettiamo questa semplificazione assurda per cui ci si divide in manettari e garantisti. Oltretutto non capisco cosa c’entra questo con la prescrizione perché è vero che è giusto dare un termine ai processi nel momento in cui i processi sono così lunghi ma è anche vero che oltre ai diritti degli imputati vanno garantiti anche i diritti dell’altra parte. Quando un processo non arriva a sentenza viene leso il diritto delle vittime a vedere riconosciuta la propria giustizia.
Il tema della riforma del processo è, quindi, quello centrale e stiamo lavorandoci, le proposte sono in campo.
Si parla di 3-4 anni, si può anche arrivare a 5, ma per tutto l’iter processuale, dall’inizio delle indagini fino alla Cassazione, pensando a delle fasi, responsabilizzando i magistrati, intervenendo sul sistema delle notifiche per accelerarle, dando tempi certi per le indagini preliminari, aumentando le possibilità di avere riti alternativi e accelerati.
Il punto è come fare per fare processi più rapidi.
Nell’accordo a cui abbiamo lavorato questo tema si tiene insieme alla risoluzione del problema della prescrizione.
Oggi la prescrizione non c’è già più e, quindi, dobbiamo trovare un correttivo e, contemporaneamente bisogna mettere in campo una proposta di riforma del processo.
La Legge Delega sarà varata rapidamente dal Consiglio dei Ministri perché è giusto che discutano il Parlamento e gli operatori del settore ma questa è la strada.
L’obiettivo è come arrivare a fare processi più rapidi e che si concludono e garantiscano a tutti i diritti che la nostra Costituzione prevede.


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