Registrati

Privacy

Informativa ai sensi dell'art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. La raccolta e il trattamento dei dati sono effettuati limitatamente ai fini connessi alla gestione operativa e amministrativa del servizio. I dati sono trattati con strumenti informatici e telematici e non saranno comunicati a terzi. Il titolare del trattamento è AreaDem.
* Acconsento al trattamento dei miei dati personali
Log in

 
Registrazione al sito - Login al sito

Il Riformismo Comunitario. Innovazione sociale e nuovo welfare - di Rosa Maria Di Giorgi

15 Gennaio 2020


Il nostro modello di welfare sembra aver esaurito la sua spinta propulsiva e da almeno una trentina di anni a questa parte è andato sempre più accentuando i segni della sua crisi in quanto non più in grado di adeguarsi e conformarsi ai cambiamenti della società; per quanto gli interventi pubblici si stiano estendendo ai diversi tempi della vita e anche ad altri versanti, oltre a quelli economici, tuttavia non riescono a soddisfare bisogni e aspettative sempre più personalizzate, corrispondenti a processi di individualizzazione e di consapevolezza di sé propri della moderna società post industriale.

L'attuale crisi economica e finanziaria ha acuito la fragilità di alcune fasce della popolazione, giovani, donne, anziani, provocando sul piano culturale e sociale l'indebolimento dei legami e delle relazioni.

L'individuo moderno è più insicuro, più povero e più solo. Dobbiamo promuovere quindi una strategia di modernizzazione dello stato sociale incentrata sull'idea di innovazione sociale. Strutturare nuove misure e modelli capaci di combattere le povertà, anche quella educativa e culturale, e promuovere l'inclusione sociale.

Sono prodotti, servizi, modelli che rispondono ai bisogni sociali e che nello stesso tempo creano nuove relazioni sociali e collaborazioni fra enti pubblici e privati e mondo del cosiddetto terzo settore inteso in senso lato.

E' ormai acquisito, anche a livello di politiche europee, fin dai primi anni duemila, “che la dinamica che caratterizza l'innovazione sociale implica trasformazioni tanto di prodotto - i servizi offerti - quanto di processo – chi pensa, chi sviluppa, finanzia e offre il servizio – che si distinguono dal resto delle sperimentazioni nel sociale per il fatto di riuscire a migliorare concretamente e in modo duraturo la qualità della vita dei cittadini”, coinvolgendoli e attivando relazioni fra loro (Bandera,2014 per Fondazione Cariplo).

Il welfare si trasforma, secondo questa visione, e produce quindi non solo interventi pubblici, istituzionalizzati e centralizzati, ma anche interventi comunitari e territoriali, in cui l'iniziativa di soggetti privati o pubblici di prossimità ha spazio nel rapporto/relazione con i cittadini destinatari dell'intervento.

 

Ma non basta. Con questa modalità i cittadini stessi progettano e partecipano in forme diversificate fin dalla fase iniziale del percorso, per sentire proprio l'intervento e per plasmarlo secondo le esigenze proprie e della comunità di appartenenza.

L'ente pubblico può assumere il ruolo di facilitatore, il ruolo di intermediazione, un ruolo che sarà svolto al meglio se sarà accompagnato da un processo di sburocratizzazione e di alleggerimento amministrativo nella gestione e nell'erogazione della parte di risorse pubbliche eventualmente necessarie in fase di progettazione e di prima gestione del servizio.


Commenta... oppure


torna su

Agenda

DoLuMaMeGiVeSa
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 1617 18
19 20 2122 2324 25
26 27 28 29 30 31

Rassegna stampa