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Centristi vicini alla Chiesa, come possono dire di no? A settembre Alfano lo voterà - intervista del Corriere della Sera al presidente dei senatori Pd Luigi Zanda

18 Luglio 2017

Il centrosinistra è nel destino dell’Italia. Deve essere il punto di arrivo nel 2018

di Alessandro Trocino

Diciamo la verità, presidente Luigi Zanda, lo ius soli è archiviato.
«No, il centrodestra di Alfano non ha mai dichiarato di non volerlo. E d’altra parte l’ha votato alla Camera. Ha solo detto che non lo ritiene opportuno in questo momento».

 

Non tutti in Ap sono d’accordo, a cominciare dal ministro Enrico Costa.
«Alfano è il segretario. E, nel merito, non ho mai avuto segnali di contrarietà neanche dalla capogruppo Laura Bianconi».

 

Alfano ha detto lo faremo, ma «migliorandolo». Che è un modo classico per affossare un provvedimento.
«Non vedo ragioni per modificare il testo approvato alla Camera. E non capisco come tutto un mondo che fa riferimento all’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa sull’accoglienza, possa non riconoscere diritti già costituiti. Certo, ci sarà qualche immigrato che non si comporta bene. Però quando siamo emigrati in America, abbiamo portato lavoro e intelligenza. E qualche italiano mafioso: non per questo gli Usa hanno privato della cittadinanza gli italiani onesti».

 

Il premier ha ceduto al «ricatto» dei centristi?
«Gentiloni ha preso la decisione giusta. Io continuerò a battermi per lo ius soli per ragioni di umanità, coerenza e serietà. E ho sempre sentito di avere con me il governo e il Pd. Ma ora il provvedimento non avrebbe la maggioranza: mancherebbero una trentina di voti. Dobbiamo riportare la legge in Aula alla ripresa dei lavori».

 

Con la fiducia?
«Può diventare necessaria se abbiamo a che fare con un ostruzionismo di 5o mila emendamenti di Calderoli».

 

Renzi è stato tra i più convinti nel sostenere lo ius soli.
«Renzi lo ha sempre sostenuto, sin dalle primarie».

 

Speranza dice che inseguite la destra.
«Con i governi Renzi e Gentiloni il Parlamento ha approvato un numero elevatissimo di leggi sui diritti civili. Detto questo, dobbiamo fare i conti con una maggioranza stretta».

 

Per Rosato la legge di bilancio sarà «difficile».
«Nelle ultime settimane le prospettive sono migliorate. La crescita economica ci aiuterà. Insomma, non credo che sarà più difficile del solito».

 

Il governo reggerà?
«Abbiamo un paio di settimane molto dense. Dobbiamo approvare leggi essenziali, dal dl vaccini, al decreto banche a quello sul Mezzogiorno. La situazione del Paese è tale da richiedere continuità fino ai primi mesi del 2018».

 

Il Pd non sembra in forma.
«Ha il peso di essere la maggiore forza di governo, in una fase economica terribile e con sulle spalle la sconfitta referendaria. Ma i sondaggi danno il Pd forte, quasi al 30%».

 

Lei crede a un’alleanza con Pisapia.
«Con lui l’alleanza la farei domani mattina».

 

Con Mdp, Sel e altri no?
«Le alleanze sono atti bilaterali. E, pensando alla prossima legislatura, anche da parte loro servirebbe un segno».

 

Crede nel centrosinistra?
«Il centrosinistra è nel destino dell’Italia. Deve essere il punto di arrivo nel 2018».

 

Per Arturo Parisi «Renzi è prigioniero del suo io». Sarà ancora leader?
«Che Renzi abbia un ego molto vasto, mi sembra innegabile. Ma è stato eletto con una maggioranza consistente alle primarie ed è il leader Pd».

 

E Gentiloni? Può sfidarlo come prossimo premier?
«Lasciamolo lavorare in pace, non vedo perché creare dualismi che nessuno vuole».

 

Sui vitalizi è battaglia.
«Presto ci sarà una riunione dei componenti dem degli uffici di presidenza di Camera e Senato. Non so se ce la faremo in due settimane, ma entro la legislatura la questione sarà risolta».


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